Credo che novembre sia il mese che meno si addice a Milano, che vive in una luce diversa e meno affascinante del solito. Sono poche le gioie offerte dalla città in questo periodo, per fortuna però c’è l’Alcatraz sotto casa che ogni sera mi regala concerti meravigliosi.
Incurante della pioggia e dei capelli rovinati dall’umidità mi dirigo alla venue per assistere a un concerto davvero particolare, i Pretty Reckless sono in prima linea tra le band degli ultimi 20 anni che cercano di infondere nuova vita al rock’n’roll quello strong e a tratti anche un po’ tamarro.
La cantante Taylor Momsen è una vera star: dopo aver raggiunto la fama nei panni di Jenny Humphrey in “Gossip Girl” ha formato la band nel 2009 e non si è mai guardata indietro. Tuttavia, i Pretty Reckless non sono un semplice giocattolo di qualche ragazzino di Hollywood: Momsen è un vero investimento con una voce che può variare da una potenza mozzafiato a una delicatezza eterea.

I Pretty Reckless salgono sul palco oscurato al suono di una sirena, prima che le luci si accendano e ci colpiscano con la title track dell’ultimo album Death By Rock And Roll, una dichiarazione d’intenti fumante che mette subito in evidenza la bravura vocale di Momsen. La cantante, che sfoggia un giubbotto di pelle e un cortissimo abito a sottoveste nero, ipnotizza la folla con i suoi capelli biondi, i più belli mai visti prima, tanto da far invidia anche a Barbie Magia delle Chiome. Mentre si aggira, si pavoneggia come un cigno nero, salta e si arrampica sul palco trasudando sensualità da ogni poro, emana il carisma di una vera rockstar. Non ci sono effetti speciali o pirotecnici, la band opta per un semplice sfondo con logo bianco su nero che serve solo a concentrare l’attenzione ancora di più sulla talentuosa cantante.
Parte dell’attrattiva del concerto risiede nella diversità dei testi delle canzoni finemente realizzate, che rifuggono dai pigri cliché spesso associati al genere rock/metal (anche se il fatto che molte di queste canzoni trattino del lato più oscuro dell’umanità può, in parte, essere spiegato dalla quantità di tempo che Taylor ha trascorso con il Grinch da bambina). Dalle sfumature vampiriche del primo singolo, “You Make Me Want To Die”, al dark fantasy di “My Bones”, fino a “Sweet Things”, un inquietante monito sui mali dell’abuso sessuale, la band è felice di esplorare un’intera gamma di temi ed emozioni. “Witches Burn”, dedicata a “tutte le donne del pubblico”, è un’allegoria femminista dei maltrattamenti subiti dalle donne nel corso dei secoli.

Quando lo spettacolo giunge al culmine, Momsen appare più cool che mai con una chitarra al collo per la squallida notte brava e cattiva di “My Medicine”. Taylor non ha paura del suo femminismo, lo ostenta e sembra un’eroina del rock la sua voce è di grande effetto e la sua band è assolutamente all’altezza del compito.
Poi è arrivata “Heaven Knows”, hit radiofonica che ha consacrato la band in Italia, e l’esecuzione dal vivo ci ha regalato un meraviglioso e interattivo assolo di Ben Phillips, per la gioia di tutti i presenti.
La band torna per l’encore concludento l’intera performance a un livello meritatamente alto con “Nothing left to lose” e “Fucked Up World”.
I Pretty Reckless sono in tour in Europa ancora per qualche data prima di tornare negli U.S.A – potete trovare tutte le info sulla loro curatissima pagina Instagram – e se siete in giro, fidatevi di me, dovreste cercare di procurarvi un biglietto per andare a vederli dal vivo.
Clicca qui per guardare le foto del concerto dei Pretty Reckless a Milano (o sfoglia la gallery qui sotto)
Pretty Reckless – la scaletta del concerto di Milano
Since You’re Gone
Only Love Can Save Me Now
And So It Went
Make Me Wanna Die
Just Tonight
Sweet Things
Witches Burn
Goin’ Down
My Medicine
Going to Hell
Heaven Knows
Take Me Down
Encore:
Fucked Up World
